Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, Paul Seixas: “È un assaggio del Tour, ma mi sarebbe piaciuto che ci fossero Pogačar e Vingegaard”
Paul Seixas è probabilmente il corridore più atteso al Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026. Dopo le prestazioni e i successi della prima parte di stagione, il giovane fenomeno francese avrà ovviamente gli occhi di tutti addosso nelle otto giornate in programma per l’ex Giro del Delfinato, gara nella quale si testerà in vista dell’esordio nel suo primo Grande Giro, il Tour de France. Nell’occasione, mancheranno alcuni dei big che a luglio parteciperanno alla Grande Boucle e, anche per questo motivo, il 19enne della Decathlon CMA CGM si presenta al via come il principale favorito al successo finale, anche se lui stesso non si vede come tale.
“Non so se sono il favorito – le parole di Seixas, riportate da DirectVelo, durante la conferenza stampa pre-gara – Diciamo tra i favoriti. Ci sono ovviamente corridori eccellenti qui, è una delle gare a tappe più importanti dell’anno. È una gara molto prestigiosa, ancora di più per me, nella mia regione. Quindi sì, sono nella lista dei favoriti, ma ci sono altri corridori molto forti“.
Il classe 2006, che un anno fa fu ottavo, avrà nuovamente l’occasione di correre sulle strade di casa: “È sicuramente piacevole, sono percorsi che percorro regolarmente quando sono a casa mia o dai miei genitori […] A questa gara attribuisco inevitabilmente un’importanza particolare, in quanto preparazione al Tour de France. Sarà l’occasione per valutare il lavoro svolto in altitudine e misurarne i benefici. Il ritiro è andato molto bene. La squadra ha gestito tutto molto bene, per ora ho fatto una settimana leggera. Penso di arrivare qui molto fresco“.
“Molti corridori sono passati di qui prima di vincere il Tour un mese dopo – ha aggiunto il giovane fenomeno – Non volevamo fare qualcosa di stravagante prima della mia prima partecipazione al Tour, abbiamo preferito optare per un calendario abbastanza classico, da qui la nostra presenza qui. C’è inevitabilmente un po’ di impazienza, come ce n’è per il Tour. Non mi concentro solo sulla vittoria. Il fattore più importante sarà vedere come sono riuscito a migliorare le mie capacità di recupero tra una tappa e l’altra. Non voglio finire esausto come l’anno scorso. Il percorso è in qualche modo simile a quello che affronterò al Tour, c’è già la questione della gestione dei media, degli aspetti collaterali. È davvero un assaggio del Tour ed è questo che mi interessa qui“.
Proprio lo stress dei media sarà un aspetto da tenere in considerazione in vista del GT transalpino, anche se il 19enne non sembra al momento risentirne: “Non provo particolare stress. Sapevo che sarebbe stato un assaggio del Tour, anche se tutti mi dicono che non posso davvero immaginare come sarà al Tour. Mi hanno detto che mi sembrerà di sognare, sto cercando di prepararmi mentalmente. Ma non mi dà fastidio, fa parte del gioco“.
Rispetto alla Grande Boucle, qui Seixas non si ritroverà a sfidare Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard: “Mi sarebbe piaciuto che ci fossero. Mi piace correre contro di loro, anche se non l’ho ancora fatto molto contro Jonas. È sempre una sfida correre contro i migliori, è l’occasione per migliorare al loro fianco“. Il sogno è quello di riuscire a battere il campione del mondo: “Sognarlo, sì (ride, ndr). Poi bisogna essere realistici. Ho inevitabilmente molto rispetto per lui, e umiltà. Anche per Jonas, non bisogna dimenticarlo. Occupano i primi due posti del Tour da sei anni. Sono qui per cercare di misurarmi con loro, ma finché non lo farò preferisco non immaginare nulla né sognare“.
Il nativo di Lione si troverà comunque di fronte corridori come Isaac Del Toro e Juan Ayuso: “È bello avere rivali di questo livello, corridori che sono proprio assetati di rivincita e che ho avuto modo di battere nei Paesi Baschi. Qui si riparte da zero, ed è proprio questo che ci piace quando siamo competitivi. Non citerò tutti i corridori che possono vincere qui, ma ce ne sono un bel po’ e, ovviamente, non è mai una vittoria scontata. Bisognerà lottare, sarà un ‘Delfinato’ piuttosto aperto“.
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